{"id":1284,"date":"2021-02-03T15:28:08","date_gmt":"2021-02-03T14:28:08","guid":{"rendered":"http:\/\/web.unibas.it\/life\/?page_id=1284"},"modified":"2021-02-03T16:44:33","modified_gmt":"2021-02-03T15:44:33","slug":"schulz-abstract-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/web.unibas.it\/life\/it\/schulz-abstract-2\/","title":{"rendered":"Conferenza LiFE 2020 &#8211; Abstract"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Cynthia Schulz<br><\/strong>Kingston University, London (UK)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>\u00abLa terra parla a tutti noi\u00bb: ecologia&nbsp;<em>queer&nbsp;<\/em>ne&nbsp;<em>Il castello nel cielo&nbsp;<\/em>di Miyazaki<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il mio intervento prender\u00e0 in esame il film <em>Il castello nel cielo<\/em> (Miyazaki, 1986) da una prospettiva ecologica <em>queer<\/em>, nel rifiuto della semplice contrapposizione tra &#8220;naturale&#8221; e &#8220;innaturale&#8221;. Prima produzione di Hayao Miyazaki per lo Studio Ghibli, il film anticipa argomenti contro la guerra e a favore dell&#8217;ambientalismo riproposti poi dal regista nei suoi lavori successivi. Da un punto di vista filosofico, e in particolare per quanto riguarda implicazioni di matrice heideggeriana, l&#8217;opera di Miyazaki \u00e8 stata studiata da ricercatori come Thomas LaMarre (2009), che ne hanno evidenziato  la prospettiva tipicamente non antropocentrica e la visione specificamente ecologica. Tuttavia, <em>Il castello nel cielo<\/em> (1986) offre anche significati utili alla comprensione del pensiero ecologico pi\u00f9 recente, e consente ulteriori riflessioni su come i nuovi concetti elaborati in questo contesto possano essere applicati al lavoro di Miyazaki. Con particolare riferimento alla fenomenologia <em>queer<\/em> di Sara Ahmed (2006), che sostiene l&#8217;esistenza di un contesto etero-normativo dal quale un soggetto pu\u00f2 evadere solo attraverso un oggetto <em>queer<\/em> che entri nella sua sfera, il mio intervento mostrer\u00e0 come il robot del film di Miyazaki operi proprio come elemento <em>queer<\/em> che, precipitando in un mondo etero-normativo, porta alla distruzione del castello, che figurativamente simboleggia il trauma subito. Il robot opera pertanto come elemento attivo, efficace per evidenziare l&#8217;utilit\u00e0 di un&#8217;ecologia <em>queer <\/em>e il significato della sua assenza. Il mondo di superficie rappresentato nel film di Miyazaki  (1986) simboleggia il contesto eteronormativo non-ecologico, fondato su una concezione prettamente dualistica, mentre Laputa (il castello volante nel cielo) funge invece da simbolo del contesto ecologico<em> queer<\/em>. Conseguentemente, Laputa rivela un&#8217;armoniosa unit\u00e0 tra elementi &#8220;naturali&#8221;,  etero-normativamente considerati come la natura stessa, ed elementi &#8220;innaturali&#8221;, rappresentati dai robot, un&#8217;unit\u00e0 che contraddice il presupposto dualismo. L&#8217;opera di Miyazaki esprime cos\u00ec non solo l&#8217;unit\u00e0 tra essere umano e natura, ma anche l&#8217;integrazione della tecnologia in un contesto ecologico, seguendo implicitamente i principi Shint\u014d, e fornisce anche una acuta riflessione sul confine tra vivente e non-vivente, in linea con quanto recentemente sostenuto dal filosofo Timothy Morton (2010). In conclusione, il mio intervento promuove una nuova riflessione sull&#8217;opera di Miyazaki per riconsiderare il modo in cui l&#8217;ecologia pu\u00f2 essere concepita attraverso il cinema.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:14px\"><br><strong>Cynthia Schulz<\/strong>&nbsp;<strong>&nbsp;<\/strong>\u00e8 laureata in cinema presso la Kingston University di Londra e concentra il suo lavoro principalmente su ambientalismo, femminismo, teoria <em>queer<\/em> e animazione. Ha recentemente scritto articoli sulla teoria <em>queer<\/em> nel cinema dell&#8217;Asia orientale, sulla filosofia di Heidegger e sull&#8217;eco-femminismo. La sua prossima tesi di master si focalizzer\u00e0 sul lavoro di Hayao Miyazaki, dando ulteriore significato a una sua lettura in chiave heideggeriana secondo una prospettiva specificamente eco-femminista. Ha in programma di ottenere un dottorato di ricerca con un progetto sull&#8217;ecologia filmica nel cinema orientale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cynthia SchulzKingston University, London (UK) \u00abLa terra parla a tutti noi\u00bb: ecologia&nbsp;queer&nbsp;ne&nbsp;Il castello nel cielo&nbsp;di Miyazaki Il mio intervento prender\u00e0 in esame il film Il castello nel cielo (Miyazaki, 1986) da una prospettiva ecologica queer, nel rifiuto della semplice contrapposizione tra &#8220;naturale&#8221; e &#8220;innaturale&#8221;. 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