{"id":1278,"date":"2021-02-03T12:00:07","date_gmt":"2021-02-03T11:00:07","guid":{"rendered":"http:\/\/web.unibas.it\/life\/?page_id=1278"},"modified":"2021-02-03T16:53:52","modified_gmt":"2021-02-03T15:53:52","slug":"palmieri-abstract-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/web.unibas.it\/life\/it\/palmieri-abstract-2\/","title":{"rendered":"Conferenza LiFE 2020 &#8211; Abstract"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Mariangela Palmieri<br><\/strong>Universit\u00e0 di Salerno (Italia)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>La Basilicata in trasformazione nel documentario italiano del secondo dopoguerra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni cinquanta e sessanta la Basilicata \u00e8 stata in pi\u00f9 occasioni rappresentata nel cinema documentario italiano. Si tratta dell\u2019epoca in cui il documentario, nella forma del cortometraggio, era abitualmente proiettato nelle sale e veniva prodotto, oltre che da societ\u00e0 di produzione cinematografica, anche da enti, partiti politici e industrie per diverse finalit\u00e0 comunicative. Sono gli stessi anni in cui, a cavallo del miracolo economico, la Basilicata, emblema di un Mezzogiorno sottosviluppato, si apre alla trasformazione e alla modernit\u00e0, sebbene con tempi e modalit\u00e0 proprie. Il documentario di genere antropologico e sociale, spesso sguardo critico e di denuncia sulla realt\u00e0, racconta la Lucania rurale, povera e legata a retaggi culturali antichi. In questa fase, infatti, la regione diventa meta di cineasti desiderosi di scoprire l\u2019\u201caltra Italia\u201d, quella non ufficiale, l\u2019Italia non toccata dalla crescita del miracolo, cui opponeva forti resistenze culturali. Di contro, i documentari istituzionali e quelli industriali, espressione di voci interessate a narrare la grande trasformazione e i suoi meriti, rappresentano la Lucania proiettata verso la modernit\u00e0, l\u2019industrializzazione e lo sviluppo. Il governo e la grande industria, infatti, in questi anni investono nella crescita del Mezzogiorno e la Basilicata \u00e8 toccata dai benefici dell\u2019intervento straordinario e degli investimenti per il decollo industriale. Nel loro insieme queste opere, sebbene da punti di vista differenti, consentono di rappresentare in forma diacronica la mutazione del paesaggio, delle tradizioni e dell\u2019identit\u00e0 della regione, nonch\u00e9 delle sue contraddizioni, sullo sfondo di un cambiamento epocale. Si tratta di immagini dal valore informativo notevole, che non hanno pari nel cinema di finzione n\u00e9 nella televisione coeva. I documentari realizzati in Basilicata negli anni del miracolo economico ci mostrano una regione in trasformazione, mettendo in connessione passato, presente e futuro in un dialogo non privo di contrasti e paradossi.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:14px\"><br><strong>Mariangela Palmieri<\/strong>&nbsp;\u00e8 assegnista di ricerca nel settore M-STO\/04 presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Salerno. Si occupa di storia contemporanea attraverso le fonti audiovisive, con particolare riferimento al cinema documentario. Ha pubblicato saggi in volumi collettanei e riviste scientifiche, e la monografia&nbsp;<em>Profondo Sud. Storia, documentario e Mezzogiorno&nbsp;<\/em>(Napoli 2019).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mariangela PalmieriUniversit\u00e0 di Salerno (Italia) La Basilicata in trasformazione nel documentario italiano del secondo dopoguerra Negli anni cinquanta e sessanta la Basilicata \u00e8 stata in pi\u00f9 occasioni rappresentata nel cinema documentario italiano. 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